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Prova

Carlo Venturi: il fuoriclasse

C’è un bisogno innato nell’essere umano, una via di mezzo tra un moto irrazionale e un istinto mai sopito, che dalla notte dei tempi induce l’uomo a generare miti e leggende, ad alimentarne forza e capacità attrattiva, avvolgendoli in un’aura mistica molto profana. Difficile spiegare il fenomeno: più semplice dare soluzione all’irrisolto dubbio Amletico. Nonostante tutto domande e interrogativi sono sempre lì, pronti a martellare il cervello alla ricerca di soluzioni impossibili.  
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Digital audio

L’evoluzione dell’universo ha cambiato direzione: molto di quello che conoscevamo è stato risucchiato da un vortice digitale che lo ha trasferito in un nuovo luogo. Il concetto di “reale” ha acquisito una nuova dimensione e forma: la “nuova materia” non è più costituita da atomi, molecole e particelle ma da GigaByte di cloni digitali, sempre più indistinguibili dagli originali...  
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Digital audio workstation

Alcuni anni fa registrare un disco era possibile solo a pochi privilegiati: il costo della tecnologia era tale che erano poche le aziende in grado di investire budget di lavoro molto elevati: noleggiare uno studio di registrazione top risultava quindi fattibile solo ad una casa discografica che oggi definiremo major.
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Equalizzatori - Processori audio: il compressore - Musical Instrument Digital Interface (seconda parte)

Gli equalizzatori si dividono principalmente in due tipi: grafici e parametrici; il primo tipo ha un elevato numero di bande di cui è possibile regolarne il livello ma non la frequenza che invece è preimpostata; il secondo tipo di equalizzatore ha un numero più limitato di bande di intervento ma di ciascuna se ne possono regolare tutti i valori nella più totale libertà.
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Il Mulino del Po - Intervista a Niki

La mia piccola ricerca volta a censire le orchestre e gli artisti legati alla musica da ballo, si fregia della segnalazione di una delle band più longeve e acclamate del nord Italia: Il Mulino del Po. Omettendo, almeno per il momento, le indubbie qualità tecniche che fanno di questo gruppo un riferimento per gli amanti della musica folk, mi soffermo su alcune virtù non propriamente comuni alla totalità delle formazioni orchestrali.
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Intervista a Albertino Bastianoni

Immaginiamo per qualche istante di trovarci nel bel mezzo di una delle celebri favole di Hans Christian Andersen… un paesaggio stupendo, un lago con tanti piccoli anatroccoli ed in mezzo un piccolo cigno, inizialmente un pò snobbato ma destinato a diventare il più bello di tutti. Volendo fare un altro esempio, si potrebbe pensare al fantasista, al numero 10, quello che ha il potere di cambiare le sorti di una partita con un colpo di genio e di deliziare le platee con virtuosismi ed acrobazie.
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Intervista a Aleksander Ipavec

Aleksander Ipavec nasce a Trieste il 21 febbraio1968. A 8 anni inizia lo studio della fisarmonica, lo strumento che anche la madre ha usato da piccola. Dopo qualche anno entra in conservatorio ed inizia anche lo studio del contrabbasso. Frequenta l’I.T.C. sloveno a Trieste e si diploma nel 1988.  
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Intervista a Antonello Salis

Antonello Salis riporta gli strumenti - fisarmonica e pianoforte, in primo luogo, ma anche oggetti vari e il proprio corpo - al loro ruolo originario: mezzi per favorire l’incontro, il dialogo, l’improvvisazione e stabilire una comunicazione immediata con i compagni di palco e il pubblico, al di là dei generi musicali e delle convenzioni.
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Intervista a Cesare Chiacchiaretta

Cesare Chiacchiaretta è uno dei pochi fisarmonicisti italiani che riesce a coniugare la professione di insegnante con una intensa attività concertistica, con la fisarmonica e col bandoneon. Nato a Chieti, ha studiato con Claudio Calista a Pescara, perfezionandosi poi con Vladmir Zubitsky, Max Bonnay, Mogens Ellegaard. Diplomato presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari nel 1995, è stato vincitore di vari concorsi internazionali, tra cui il Premio Internazionale per Concertisti di Fisarmonica “Città di Castelfidardo” nel 1993.
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Intervista a Claudio Jacomucci

Claudio Jacomucci è un musicista straordinario, che fin da bambino ha coniugato il fatto di essere benedetto da un talento cristallino ad una grande attitudine al lavoro e allo studio.
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Intervista a Corrado Castellari

Tra gli ingredienti fondamentali per la realizzazione di una succulenta pietanza figurano inequivocabilmente le materie prime, meglio se di ottima qualità: dedizione, esperienza e soprattutto uno chef capace di dosare e coniugare tutte le componenti necessarie. In fondo questo è un teorema applicabile a tutte le tipologie di lavoro, una regola imprescindibile per chiunque voglia ottenere il meglio dalle proprie capacità anche in ambito musicale.
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Intervista a Corrado Rojac

Corrado Rojac, concertista, compositore e insegnante. Un altro grande artista dalle mille sfaccettature, anche lui cresciuto e formatosi negli anni in cui la fisarmonica viveva forse, almeno in Italia, il suo più radicale momento evolutivo, quando mille dubbi minavano la serenità degli studenti, dubbi legati alle tecniche, agli strumenti, ai differenti sistemi ed alle varie direzioni che i passi, a volte incerti, delle scuole di tutto il mondo prendevano e rinnegavano con grande velocità, quando i migliori insegnanti stavano ancora sperimentando sugli studenti migliori le loro idee e le loro convinzioni.  
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Intervista a Cristiano Lui e Stefano Ciotola

Pochi giorni fa, mentre parlavo al telefono con il fisarmonicista Cristiano Lui per chiedergli qualche chiarimento e perché no, qualche chicca da inserire nella mia recensione di “Concert in Paris” ultima sua fatica, concepita e realizzata insieme a Stefano Ciotola, chitarrista di riguardo, ricordo che mi è rimasta impressa l’enfasi dimostrata nello spiegarmi il significato multietnico insito in questo CD.
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Intervista a Domenico Tunno

Siamo giunti all’ultimo appuntamento con la nostra rubrica dedicata al Nuovo Centro Didattico Musicale Italiano. In questi mesi abbiamo cercato di raccontarvi le esperienze, le idee, i metodi didattici e i convincimenti degli insegnanti titolari delle principali e, in alcuni casi, più longeve tra le scuole private legate al NCDMI. Come più volte abbiamo ricordato, la scelta iniziale è ricaduta su coloro che facevano e fanno ancora oggi parte del Consiglio Direttivo di questa meritoria e lodevole istituzione, nella convinzione che sarebbe stato un servizio utile per tutti voi conoscere le riflessioni e le analisi di quanti si trovano a vivere quotidianamente i primi passi nel mondo della musica di moltissimi bambini e ragazzi.
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Intervista a Edmondo Comandini

Tra i tanti dualismi che nel corso dei secoli hanno contrapposto figure artisticamente e professionalmente importanti, si narra di un esterrefatto e compiaciuto Cimabue che tentò ripetutamente, e invano, di scacciare una mosca burlescamente dipinta dal suo allievo prediletto, tale Giotto Ambrogio di Bondone, in uno dei suoi celebri dipinti. Ma la storia ha soventemente abbinato grandi maestri a celebri allievi e non è certo questo l’unico esempio meritevole di cronaca, semmai, rappresenta lo spunto per presentare un artista che, con la complicità di un bravissimo docente, ha saputo ritagliarsi una dimensione di riguardo nell’olimpo dei grandi della musica da ballo.
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Intervista a Edo Krilic

Provenienti da Sarajevo, i musicisti Edo Krilic e sua moglie Dina, si trasferirono in Austria (Innsbruck – Tirolo) circa venti anni fa con i loro due figli. In un primo momento furono solo Dina e i bambini a lasciare la città natale, mentre Edo li raggiunse due anni più tardi. In questa nuova dimensione dovettero ricominciare per intero la loro vita in quanto sconosciuti. A Sarajevo, Krilic era direttore artistico della Orchestra popolare RTVSA e un musicista molto noto: le sue ouverture hanno impreziosito le musiche di molti cantanti popolari, come ad esempio Dino Merlin, alquanto conosciuto nella Ex-Jugoslavia. Quando arrivò in Austria, Edo, dovette però iniziare una nuova carriera come insegnante di musica.
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Intervista a Federico Bianchetti

In molti si domandano quali motivazioni possa avere un musicista che si destreggia nei sempre più sofisticati ambienti della musica da ballo se non una sana propensione all’autolesionismo o la chimera di un lauto riconoscimento economico o forse, più semplicemente, la prospettiva di esibirsi anche in contesti poco meritocratici, ma che permettono comunque di mettere a frutto anni di studi e sacrifici. Altri invece pensano che tutto ciò che ruota attorno al folklore sia una congrega di “trombati” della musica seria, quella che conta e che sistematicamente riempie i teatri di pseudo intenditori che aspettano l’occasione buona per rispolverare l’abito del matrimonio.
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Intervista a Friedrich Lips

Guardando indietro alla sua incredibile carriera, la fisarmonica si è sviluppata come pensava quando ha iniziato i primi studi musicali? La fisarmonica si è sviluppata molto dagli inizi della mia carriera, quando era principalmente conosciuta come uno strumento popolare con le sue tradizioni popolari, ma per me il cambiamento è iniziato quando ho incontrato Zolotariev.
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Intervista a Giorgio Dellarole

Giorgio Dellarole è un artista particolare. Docente di fisarmonica presso l’Istituto Musicale Pareggiato della Valle d’Aosta, concertista di grande talento ed esperienza che ha esplorato tutte le epoche musicali, non ha mai nascosto la sua passione per la musica antica e, da qualche tempo, si dedica sempre più in profondità allo studio di questo repertorio, trasportandolo sulla fisarmonica, strumento che ai tempi in cui queste musiche furono scritte non esisteva neppure a livello di idea.
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Intervista a Giuliana Soscia

Giuliana Soscia esplora nei suoi lavori le connessioni tra jazz con la cantabilità italiana, ma anche con il tango e la musica medio-orientale. Come hai scoperto le potenzialità e il ruolo nel jazz del tuo strumento? Le potenzialità della fisarmonica le ho scoperte per gioco. Giovanissima dopo il diploma di pianoforte quando ero ancora tutta immersa nel mondo della musica classica tra concorsi pianistici e concerti, ebbi la curiosità di provare a suonare uno strumento che aveva in comune con il pianoforte la tastiera e la polifonia, ma il vantaggio di sopperire ad un suo limite, tenere i suoni con le funzionalità di uno strumento a fiato, grazie al mantice che respira con il corpo.
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Intervista a Giuseppe Scigliano - Giuseppe Casuscelli - Giuseppe Grosso

Abbiamo incontrato, per un’intervista, l’innovativa formazione italiana del “Bayan Trio”, formazione cameristica di fisarmoniche classiche, composta da Giuseppe Scigliano, Giuseppe Casuscelli e Giuseppe Grosso. Il Bayan Trio nasce circa un anno fa da un’idea di Giuseppe Scigliano (concertista e docente di Fisarmonica al Conservatorio “P. I. Tchaikovsky” di Nocera Terinese), che ha coniugato la musicalità dei talentuosi eredi della sua scuola fisarmonicistica nocerese con la sua ormai notevole esperienza didattica e concertistica.
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Intervista a Ivano Battiston

“La fisarmonica di Battiston: “miracolo” di suono e colore... e se lo strumento è approdato con successo e dignità ai luoghi della “musica colta”, lo si deve anche a egregi musicisti come Battiston”, scrive, tra l’altro, la stampa.
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Intervista a Keiko Harada

La 43ª edizione di Asiago Festival, grazie alla direzione artistica di Julius Berger e a quella organizzativa di Roberto Brazzale, ha dedicato il tradizionale spazio “Incontro con il compositore” al M° Keiko Harada, compositrice giapponeseche ha saputo imporsi sulla scena internazionale con una vastissima produzione pubblicata in tutto il mondo (tra gli altri: Leduc, Boosey & Hawkes, Warner Bros., Music Knowledge Pty.Ltd) e ovunque accolta da un grande successo di pubblico e di critica.  
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Intervista a Massimiliano Pitocco

Massimiliano Pitocco è uno dei più poliedrici personaggi del panorama musicale italiano. Appartenente a quella generazione di fisarmonicisti che da studente ha sofferto lo stato di “inferiorità culturale” che lo strumento, a torto o a ragione, attraversava, specialmente in Italia, Massimiliano si è diplomato in fisarmonica in Francia, al Conservatorio Nazionale Superiore nel 1992 e al Conservatorio della “Ville de Paris” nel 1993.  
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Intervista a Mauro Costantini

Trevi, la chiesa monumentale di San Francesco, un organo storico, due musicisti impegnati in un incontro tra improvvisazione e melodie, i suoni di sassofoni e organo. Young Jazz 2011 ha proposto Discantus, nell’ambito della sezione Young Jazz Museum, realizzata con il supporto di Sistema Museo: il duo formato da Mauro Costantini e Daniele D’Agaro, impegnati in un percorso tra cantici antichi, jazz e grande attenzione al rapporto tra le voci di organo, sassofono e i riverberi della chiesa. Con Mauro Costantini, organista del duo, abbiamo parlato di un lavoro articolato che unisce, alla pratica della musica, un lavoro ampio sull’approccio allo strumento e sulle implicazioni.
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