Franco Bagutti

LA STORIA DI FRANCO BAGUTTI

di Gianluca Bibiani

Franco BaguttiNato a Gragnano, piccolo paese in provincia di Piacenza, il 6 Aprile 1943, Franco Bagutti trascorre gli anni della sua infanzia nel cuore della Pianura Padana. Rimasto orfano di entrambi i genitori all’età di dieci anni, viene preso in cura dagli zii che, vista la passione e la predisposizione per la musica, avvicinano il giovane Franco alla fisarmonica, strumento all’epoca assai diffuso, portandolo a frequentare alcune lezioni nella bottega del sarto del paese, grande appassionato e virtuoso fisarmonicista. A 16 anni si iscrive al Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza, e da subito inizia a frequentare un gruppo di musicisti di talento che si riveleranno fondamentali per la sua maturazione musicale e professionale. Segue regolarmente i concerti in cui si esibisce il suo insegnante, prof. Russato, primo contrabbasso del Teatro alla Scala, e proprio in una di queste occasioni arriva la svolta decisiva della sua carriera.Spirito libero, poco incline alle regole rigide del Conservatorio, Franco non si lascia sfuggire l’occasione che lo porterà nei primi anni ’60 ad abbandonare il repertorio classico per dedicarsi alla musica leggera, entrando nell’Orchestra diretta dal Maestro Vitali, con cui si esibisce in diversi Paesi europei. L’Orchestra, in tournee in Iran, arriva a suonare nel palazzo reale di Teheran alla corte dello Scià di Persia, Reza Pahlavi. In quell’occasione, il Maestro è protagonista di un pittoresco episodio che ha il sapore della magia: un vecchio persiano gli si avvicina e gli regala un tappeto: “Con questo un giorno volerai!”. Augurio che, a giudicare dai successi ottenuti nella sua carriera, ha decisamente portato fortuna a Bagutti che ancora oggi, tra il serio e il faceto, definisce il tappeto ricevuto in dono “il mio talismano”. In Italia, Franco inizia a collaborare con l’Orchestra del sassofonista Leo Bruni e con quella del Maestro Pippo Caruso (futuro “braccio musicale” di Pippo Baudo in tanti spettacoli televisivi di successo), continuando a suonare per diletto con un gruppo di amici musica da ballo e, in particolare, il “liscio”. Seguendo il consiglio di un amico, il cantante e autore Avos, e dopo aver assistito ad una esibizione dell’Orchestra di Raul Casadei, che nei suoi spettacoli presenta una cura dei particolari e un allestimento scenico da far invidia anche ai celebri cantautori più in auge del momento, si persuade a trasformare la sua passione in professione.

Questo è un estratto dalle interviste di Gianluca Bibiani ai protagonisti della musica da ballo italiana e pubblicati sul magazine Strumenti&Musica. Se sei interessato all’articolo completo, è disponibile per l’acquisto, in versione PDF, alla pagina Gli artisti della Musica da Ballo oppure acquistando il corrispondente numero arretrato, in versione PDFcartacea, nelle apposite pagine.

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