
Prefazione
Perché un nuovo metodo per organetto? Negli ultimi anni – in Italia e fuori dal nostro paese – sono stati pubblicati diversi metodi per organetto, o per meglio dire fisarmonica diatonica (o ancora meglio: bitonica). Perché dunque l’esigenza di pubblicare un nuovo metodo? È presto detto: una delle ragioni principali è dovuta al fatto che, almeno in Italia, non vi sono veri e propri metodi per “fisarmonica diatonica a 8 bassi”, ovvero il tipo di organetto attualmente più diffuso a livello internazionale…
Un altro importante motivo è scaturito dopo una ricerca, durata vari anni, che ci ha portato alla constatazione che tutti i metodi esistenti dedicati allo strumento, nei suoi vari modelli, si muovono essenzialmente – ed in modo parziale – in ambito folclorico (e “dintorni”), confinando la fisarmonica bitonica esclusivamente ai soliti, seppure importanti culturalmente, repertori tradizionali di danze e motivi popolari. Noi invece siamo convinti – anche per esperienze concrete – che lo strumento “fisarmonica bitonica” può essere perfettamente valido, sia come mezzo completo di “iniziazione” o “alfabetizzazione” musicale, anche di massa (e che perciò possa pure consentire – come avviene per tutti gli strumenti – di poter eventualmente cambiare il proprio percorso e/o strumento musicale, senza eccessivi “traumi”); ma valido anche come strumento eventualmente per professionisti, perciò consono a praticare pressoché tutti i generi musicali, antichi e moderni. In base a quanto affermato, crediamo quindi che lo strumento debba giovarsi (e dotarsi) dell’immensa tradizione della cultura musicale – didattica e artistica – che dal gregoriano arriva ai nostri giorni; comprendente: tutti gli strumenti a tastiera (dagli antichi organi portativi alle moderne fisarmoniche unitoniche), ma anche gli strumenti a fiato e ad arco, che presentano varie analogie con il nostro strumento per la formazione (e la “trasformazione”) del suono… Naturalmente senza dimenticare, o rinnegare, la genuina tradizione popolare – a livello internazionale – propria dell’organetto.
Com’è strutturato il metodo
Il metodo, dopo alcuni “esercizi preliminari”, è costituito da sei parti principali:
I Studietti per la sola mano destra – tecnica lineare o su singole file (utilizzabili anche per gli strumenti a “2 e 4 bassi” o per i modelli melodeon).
II Esercizi e studietti per la sola mano sinistra.
III Studietti ed esercizi per la sola mano destra (tecnica incrociata o sulle due file).
IV Studietti a mani unite (con diverse varianti).
V Esercizi di tecnica, per le mani separate e unite (articolazioni, scale, arpeggi, accordi, ecc.)
VI Antologia didattica: raccolta di brani originali e trascritti, tratti da varie epoche e diversi repertori musicali.
Inoltre il testo è affiancato da un CD audio – con basi o “interpretazioni” che accompagnano ogni studietto e brano – e da materiale multimediale on-line, disponibile sul sito internet: www.arspoletium.com/metodomugnoz; supporti che completano efficacemente, in modo interattivo, il sistema didattico proposto.
Come usare proficuamente questo metodo
Oltre alla “novità” costituita dall’apertura ai vari generi musicali, un’ulteriore innovazione è sicuramente data dall’abbinamento del CD allegato – con il materiale audio/video on-line, i quali intendono favorire e stimolare le varie fasi di studio dell’allievo. I vari supporti – quello tradizionale (su carta) e quelli audio e multimediale (CD e materiale su Internet) – dovrebbero essere usati intelligentemente, in maniera da integrarsi opportunamente fra loro; rimangono importanti ed auspicabili il contributo ed i consigli di un buon insegnante! Si raccomanda – a studenti ed insegnanti – di leggere attentamente tutte le parti che costituiscono il testo stampato ed i contenuti multimediali sul WEB. Le ultime due sezioni – Tecnica e Antologia didattica – dovrebbero essere iniziate quasi contemporaneamente alla prima parte, dopo le prime pagine, venendo a costituire e favorire così un percorso formativo completo. Un’ultima raccomandazione: le “varianti”, che – soprattutto nella IV parte – potrebbero risultare troppo “complesse” per il livello tecnico e musicale dello studente, potrebbero essere affrontate, con più “scioltezza”, in un secondo momento.
Conclusioni
Ci piace pensare che questo metodo possa essere considerato un’opera “aperta” e certamente non “definitiva” – accogliendo volentieri tutte le eventuali critiche e suggerimenti – auspicando, inoltre, almeno nelle nostre intenzioni, un proseguimento del presente lavoro, con altri volumi (e quindi con livelli successivi sempre più avanzati, tecnicamente e musicalmente). Infine formuliamo un sincero augurio: ossia che il giovane (o meno giovane) allievo, una volta giunto alla fine di questo “viaggio musicale” – dopo l’ultima pagina del metodo – possa trovare una porta aperta… nel meraviglioso mondo della musica! Continuando così un percorso musicale, secondo le proprie attitudini e i personali desideri.
Buono studio e buon divertimento con la vostra diatonica!
Gli autori Edgardo e Alessandro Mugnoz
Nota importante
Tutti gli esercizi, studietti e brani sono stati scritti “in DO”; quindi sono riferiti ad uno strumento (a 8 bassi) in “SOL – DO”. I possessori di “diatoniche” costruite (tagliate) in altre tonalità devono considerare i propri strumenti traspositori, perciò – in questi casi – sia la notazione del metodo, sia i relativi grafici e schemi delle tastiere, vanno interpretati secondo il sistema del “DO mobile”… Ad esempio: le note do, re, mi vanno intese non come note “assolute”, ma come I, II, III grado della scala diatonica; quindi per un possessore di un organetto in “LA – RE” (traspositore un “tono sopra”) si avranno le note re, mi, fa#, mentre per un organetto in “DO – FA” (traspositore una “quarta sopra”, o una “quinta sotto”) si tratterà delle note fa, sol, la… e così via.
CONTENUTI DEL MATERIALE MULTIMEDIALE DISPONIBILI SUL WEB ALL’INDIRIZZO:
www.arspoletium.com/metodomugnoz
• Breve storia delle fisarmoniche bitoniche
Cronistoria attraverso una galleria di mmagini concernenti strumenti e personaggi legati alle diatoniche.
• Struttura della fisarmonica bitonica
Breve e interessante “viaggio” dentro lo strumento, alla scoperta del suo funzionamento.
• Compendio di teoria musicale
Le principali nozioni per conoscere e capire il linguaggio della cultura musicale occidentale, dal ‘600 ad oggi.
• Brevi filmati dimostrativi (videoclips) sulla tecnica dello strumento.
























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